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< class="imPgTitle" style="display: block;" itemprop="headline">Aromacologia non è Aromaterapia
COMUNICAZIONE CRISTALLINA, cristalloterapia dell'Anima
Pubblicato da in Benessere ·
Tags: aromaterapia
Lo sapevate che "Aromacologia" non è propriamente sinonimo di Aromaterapia?

 L'Aromacologia è un concetto sviluppato a partire dal 1982 dalla "Sense  of Smell Foundation" come "nuova scienza" che studia l'effetto degli  odori sulle persone, cioè la relazione tra vari tipi di stimoli  olfattivi e le emozioni e reazioni provocate sfruttando la diretta  relazione tra odori e cervello, studiando le scale edoniche e ricreando  molecole sintetiche,



Nel 1989 venne registrato (R) il temine AROMA-CHOLOGY.
 Negli stessi anni il termine (nelle varianti aromacology, aromachology,  aromacologie) venne usato, contemporaneamente, come brand di prodotti:  c'è stato un processo, che ricorda molto la causa  Healing Herbs contro  Nelson (in cui la prima si battè perché venisse restituito il libero uso  del termine "Fiori di Bach", contrastando gli "accaparramenti" -  tramite otto brand registrati - da parte della Bach Flower Remedies  Ltd).

Il risultato è che si può usare il termine "aromacologia"  (o le sue varianti),  ma il significato mantiene una sostanziale  differenza dall'aromaterapia: sebbene l'aromacologia sia nata studiando  prevalentemente gli oli essenziali,  le ricerche erano, e sono tutt'ora,  spinte verso il marketing olfattivo e la riproduzione di molecole  sintetiche, come già detto.
L'aromacologia studia scientificamente  la stimolazione olfattiva su umore, comportamento e fisiologia, cerca  prove sperimentali, come gli effetti sulle onde cerebrali e cerca di  standardizzare il tutto.



Nulla a che fare, quindi, se vogliamo  essere precisi, con le proprietà generali in un olio essenziale, o la  creazione casalinga di una miscela "rilassante": la psicoaromaterapia  detta anche aromaterapia emzoionale, o aromatologia, è - e rimane - un  approccio che privilegia l'individuo, nella sua unicità, e ne rispetta  le esigenze.
E' importante rendersi conto di questo, per evitare  un uso un po' troppo superficiale di un termine che, in fin dei conti,  reca in sé aspetti anche manipolatori (così come il packaging sfrutta  gli effetti dei colori e delle forme e la pubblicità l'effetto di suoni e  parole).
I risultati degli studi dell'Aroma-chology, infatti,  trovano applicazione nel commercio, con l'individuazione di profumazioni  mirate nei cosmetici (diverse anche a seconda della fascia di prezzo,  cioè del tipo di cliente, in base a quanto è disposto a pagare), nella  creazione di "profumi di massa" (dedicati a target in base all'età, allo  status sociale, ecc), nei deodoranti per ambienti, nei detersivi e  ammorbidenti e nella scelta di odori e profumi particolari, da  nebulizzare in centri commerciali e negozi, per orientare e incoraggiare  la vendita, , ecc.



Alcuni esempi? Molecole di sintesi  che riproducono l'aroma di:
- pane appena sfornato, che induce a pensare che i prodotti venduti siano freschi;
- prato fiorito, che mette a proprio agio le persone, che rallentano tra gli scaffali, e quindi comprano di più;
- cioccolato e vaniglia, che ammorbidisce anche i clienti più tirchi;
- cheesburger e bacon, che stimola l'appetito.



Quindi: avere naso o essere presi per il naso...


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